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Quota del prezzo alla produzione nel settore della carne

La quota per ogni franco speso dal consumatore che il contadino riceve su ogni animale si calcola, da un lato, in base ai costi che deve sostenere per l'allevamento e il foraggiamento e, dall'altro, in base al reddito lordo per animale in macelleria. Quest'ultimo è costituito dalla carne fresca pronta per la vendita, dalla carne di salumeria e dai sottoprodotti della macellazione.

Il contadino seleziona gli animali, li alleva e li vende a un macellaio o a un macello. Per il lavoro effettuato, egli spunta il cosiddetto prezzo alla produzione. Il macellaio si occupa della macellazione, del sezionamento e della trasformazione dell'animale; vende quindi la carne fresca ricavata ai consumatori e con la carne di salumeria fabbrica prodotti carnei e insaccati. Accanto a tali ricavi si devono considerare le entrate dei sottoprodotti quali pelli e interiora. Tali entrate del macellaio sono denominate reddito lordo per animale da macello.

Per calcolare la quota del contadino per ogni franco speso dal consumatore si divide il prezzo alla produzione*, ovvero il ricavo del contadino, per il reddito lordo che il macellaio ricava dall'animale da macello. Supponiamo che un contadino spunti, per un suino da macello, 350 franchi e che dalla vendita dei prodotti ottenuti dallo stesso animale il macellaio abbia entrate o un reddito lordo di 875 franchi. Il risultato della divisione del prezzo alla produzione per il reddito lordo è 0,4, ovvero il 40 per cento. Tale importo, come quota alla produzione, viene quindi confrontato con il prezzo al consumo (reddito lordo). Nel 2012 mantiene il livello dell'anno precedente.



Nel 2008, la quota del prezzo alla produzione ha oltrepassato la soglia del 40 per cento, il che significa che i contadini hanno potuto ottenere buoni ricavi dalla vendita del loro bestiame da macello. Considerata a lungo termine, tale situazione resta tuttavia un'eccezione; nel 2009 la quota è di nuovo diminuita notevolmente. Nel 2011 aumenta nuovamente, rispetto all’anno precedente, la quota per il contadino. Nel 2013 i contadini hanno spuntato prezzi alla produzione maggiori; la quota sul franco speso dal consumatore risale al livello del 2007.
A completamento delle considerazioni sulla carne, si riporta l'evoluzione della quota per la carne suina:
Per la carne suina la quota del prezzo alla produzione per ogni franco speso dal consumatore è superiore a quella del paniere totale. Anche in questo caso il merito va attribuito ai buoni prezzi alla produzione spuntati nel 2008. Nel 2011, la quota per il contadino diminuisce leggermente rispetto all’anno precedente. Nel 2012 si osserva una chiara flessione del 2 per cento. Nel 2013 i prezzi alla produzione dei suini da macello segnano una ripresa. La quota del contadino sul franco speso dal consumatore aumenta del 5 per cento, raggiungendo il 43 per cento.


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