In seguito alla conferenza di Rio è cresciuto il dibattito sulle prestazioni multifunzionali dell’agricoltura. Accanto all’alimentazione della popolazione, si sono improvvisamente delineate altre importanti priorità quali la preservazione della biodiversità, la sicurezza delle basi genetiche della produzione alimentare o il contributo alla garanzia di un’occupazione decentrata del territorio e la cura del paesaggio a scopo turistico e di svago. In un Paese piccolo e densamente popolato come la Svizzera, è inconcepibile pensare di preservare tutto il patrimonio di flora e fauna unicamente in oasi naturali. Pertanto l’agricoltura, che gestisce il 40 per cento circa della superficie nazionale, ha un ruolo essenziale in termini di preservazione e gestione sostenibile della biodiversità. Con la riforma della politica agricola sono state fissate le linee guida per tutelare la varietà nell’agricoltura.
Dal 1999, per ottenere pagamenti diretti, le aziende devono fornire la prova che le esigenze ecologiche sono rispettate. I requisiti da osservare vanno pure a beneficio della biodiversità. La riforma agraria dà i primi frutti, con il raggiungimento dell’obiettivo di contrastare la riduzione della superficie agricola utile nonché di aumentare la quota di superfici di compensazione ecologica. L’UFAG può contare sulla collaborazione della Stazione federale di ricerche in agroecologia e agricoltura e della Stazione federale di ricerche per la produzione vegetale nell’elaborazione e valutazione di provvedimenti agroecologici. L’Ufficio collabora pure in stretto contatto con altri enti, tra cui Unione svizzera dei contadini, Centrale ornitologica di Sempach, Pro Natura o Istituto di ricerche per l’agricoltura biologica.