Contributo per la lavorazione rispettosa del suolo

Il suolo fertile è una delle principali basi delle derrate alimentari e degli alimenti per animali nonché il principale fattore di produzione dell'agricoltura. Una ridotta lavorazione del suolo aumenta il tenore di humus nel suo strato superficiale e sostiene la struttura pedologica e l’attività biologica, garantendogli una migliore capacità di ritenzione dell’acqua fruibile per le piante. Gli studi attestano che sulle superfici a semina diretta si ottiene una riduzione media dell’erosione dell’86 per cento (Prashun 2012). Anche il consumo di diesel diminuisce perché si riducono i passaggi dei macchinari. Un altro vantaggio è dato dalla diminuzione delle perdite di azoto sotto forma di nitrato.

La Confederazione incentiva i sistemi di lavorazione rispettosi del suolo, come la semina diretta, quella a bande e quella a lettiera.

Una sfida può essere rappresentata dalla difficoltà nella lotta contro le malerbe correlata al sistema. Onde ridurre l'utilizzo di erbicidi nell’ordinanza sui pagamenti diretti esistono misure collaterali. Da un lato, il quantitativo autorizzato di glifosato (erbicida) sulle superfici che danno diritto al contributo viene limitato a 1,5 chilogrammi di principio attivo per ettaro e anno. Ciò fa sì che il sostegno per tecniche di coltivazione senza l’uso dell’aratro sia concesso soltanto per particelle idonee su cui la presenza di malerbe è contenuta. Dall’altro, la gestione senza erbicidi è retribuita con un contributo integrativo.

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Ultima modifica 14.01.2019

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