Accordo di libero scambio Svizzera-Cina

Il 6 luglio 2013 è stato firmato l'accordo di libero scambio tra Svizzera e Cina, mediante il quale viene migliorato il reciproco accesso al mercato anche per i prodotti agricoli.

La Svizzera è, dopo l'Islanda, il secondo Paese, in Europa, che conclude un accordo di libero scambio con la Cina. Si tratta di un accordo globale che non solo liberalizza il commercio di merci, ma contiene anche disposizioni sul mercato dei servizi, sulla promozione degli investimenti, sulla protezione della proprietà intellettuale e su diverse questioni commerciali rilevanti per l'ambiente e il lavoro. L'entrata in vigore dell'accordo è prevista per il 2014. La Cina è, in Asia, il maggiore acquirente di prodotti industriali elvetici e il terzo a livello mondiale (dopo l'UE e gli USA).

Nell'ambito dei prodotti agricoli, la Cina accorda concessioni (esenzione o riduzione dei dazi) per numerosi prodotti svizzeri con potenziale d'esportazione, in particolare per diversi latticini quali latte scremato in polvere, burro, yogurt e formaggio, carne secca di manzo, caffè torrefatto, dolciumi, cioccolata, alimenti per bambini, biscotti, marmellate, gelato, bevande analcoliche e vino. Dalla liberalizzazione non sono interessati, ad esempio, il latte intero in polvere e i prodotti del tabacco.

Tra i prodotti agricoli di base la Svizzera accorda concessioni nel quadro degli esistenti contingenti doganali dell'OMC e per voci di tariffa poco o per niente sensibili dal profilo della politica agricola quali, ad esempio, i prodotti tropicali o le importazioni al di fuori dei periodi di raccolto in Svizzera. Tra questi si annoverano, ad esempio, determinati prodotti carnei (tra gli altri selvaggina da penna, parti di tacchino, anatra e oca), miele, piante vive e fiori recisi, determinati tipi di frutta e verdura e determinati succhi di frutta. Tra i prodotti agricoli trasformati quali prodotti da forno, cioccolata eccetera, si abolisce, come per gli accordi di libero scambio conclusi finora, l'elemento di protezione industriale, con la concessione di un'ulteriore riduzione per circa 20 voci di tariffa che presentano un interesse particolare all'esportazione per la Cina soprattutto nei settori dolciumi, prodotti da forno e pasta, nonché burro d'arachidi.

Nel 2012 la Svizzera ha importato dalla Cina prodotti agricoli per un valore di 120 milioni di franchi, che rappresentano l'1 per cento delle importazioni totali dalla Cina e l'1 per cento delle importazioni totali agricole. Prodotti importanti in termini di valore sono, ad esempio, sottoprodotti dell'estrazione dell'amido a scopo foraggero (14 mio. fr.), caffè verde (14 mio. fr.), panelli di soia a scopo foraggero (8 mio. fr.), funghi secchi o conservati (8 mio. fr.) o pomodori conservati (4 mio. fr.). Nello stesso anno, la Svizzera ha esportato in Cina prodotti agricoli per un valore di 52 milioni di franchi (12 mio. fr. di alimenti per bambini, 9 mio. fr. di bevande concentrate, 6 mio. fr. di cioccolata, 5 mio. fr. di latticini, 4 mio. fr. di vino, 3 mio. fr. di dolciumi), vale a dire 0,7 per cento delle esportazioni totali in Cina e 0,6 per cento delle esportazioni agricole elvetiche.

L'accordo di libero scambio Svizzera-Cina non intacca le disposizioni igienico-alimentari e del diritto veterinario. Le importazioni dalla Cina sono tuttora sottoposte agli stessi standard dei prodotti indigeni e devono adempiere le prescrizioni comuni della Svizzera e dell'UE per i prodotti corrispondenti.

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Ultima modifica 22.09.2016

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