Virus ToBRFV

Foto: Heike Scholz-Döbelin

Il Tomato Brown Rugose Fruit Virus (ToBRFV), riscontrato originariamente in Giordania, ha fatto la sua comparsa in Europa per la prima volta nell’autunno 2018, in Germania. Da allora sono sempre più frequenti le notifiche di infestazioni in tutta Europa e fino a novembre 2020 erano note infestazioni di diversa portata nei seguenti altri Paesi: Grecia, Italia, Spagna, Inghilterra, Francia, Paesi Bassi, Cipro, Belgio, Repubblica Ceca e Polonia. Anche a livello mondiale sono state notificate infestazioni, segnatamente in Messico, California (USA), Cina, Israele e Turchia.
In Svizzera, dall’inizio del 2020 sono stati controllati e analizzati diversi casi sospetti in vari Cantoni. I sospetti erano sorti o sulla base di indicazioni internazionali secondo cui circolava materiale di moltiplicazione probabilmente contaminato (piante giovani o sementi) o in seguito alla comparsa di presunti sintomi.
Nell’ambito della sorveglianza del territorio volta a individuare l’eventuale presenza di organismi da quarantena a cura dei servizi fitosanitari cantonali, a cadenza regolare sull’intera superficie di colture protette di piante di pomodori sono prelevati campioni di piante di pomodoro sospette da analizzare. Le aziende omologate per il passaporto fitosanitario sono invece controllate dal Servizio fitosanitario federale.

Disposizioni legali

Il ToBRFV è considerato "organismo da quarantena potenziale" in Svizzera e nell'UE ed è quindi soggetto all'obbligo di notifica e di lotta. Dall'11 agosto 2020 nell’UE vige un regolamento di esecuzione che istituisce misure d'emergenza per impedire l'introduzione e la diffusione nell'Unione del virus ToBRFV. Per poter tener conto della rapida evoluzione e avere misure uniformi in tutta Europa, con l’ultima modifica dell’ordinanza dell’UFAG concernente le misure fitosanitarie per l’agricoltura e l’ortoflorovivaismo esercitato a titolo professionale (OMF-UFAG) sono state precisate anche le disposizioni applicabili in Svizzera, vietando l'utilizzo del virus e disciplinando il commercio con le sue specifiche piante ospiti. Le misure ivi regolamentate per il momento si applicano fino al 31 maggio 2022, ma potranno essere adeguate e, se necessario, prorogate.

Piante ospiti

Secondo studi scientifici e dati empirici, vengono infestate piante delle famiglie delle Solanaceae e Amaranthaceae, in primo luogo pomodori (Solanum lycopersicum) e peperoni (Capsicum spp.). Sembra che anche le piante ornamentali, nonché diverse malerbe (p.es. erba morella) possano essere infestate. La patata non è una pianta ospite in base all’attuale stato delle conoscenze.

Importazione, esportazione e commercializzazione di sementi e materiale vegetale

Per evitare la diffusione del virus, per il trasferimento e il commercio di sementi e piante di pomodori (Solanum lycopersicum) e peperoni (Capsicum spp.) si applicano specifiche norme. Piante e parti di esse destinate alla piantagione (incl. sementi) di pomodori e peperoni possono essere importate trasferite all'interno della Svizzera soltanto se scortate da un passaporto fitosanitario. Tutte le sementi di pomodori e peperoni (per la produzione dal 2020) devono essere munite di un passaporto fitosanitario. Lo stesso vale per le sementi cedute per scopi non agricoli e a privati («buste per hobbistica»). Unicamente la cessione diretta a privati in loco non sottostà all'obbligo di passaporto fitosanitario (nella vendita a distanza, es. commercio online, vale invece l'obbligo del passaporto fitosanitario). Pertanto, sementi e materiale vegetale devono provenire da aziende riconosciute ufficialmente indenni da infestazioni, che applicano le adeguate misure igieniche preventive per evitare un'eventuale introduzione e la conseguente diffusione del virus all'interno dell'azienda. Nella produzione di sementi, queste o le loro piante madri vanno sottoposte ufficialmente a campionatura casuale e analizzate mediante PCR nel laboratorio designato dall'autorità competente, ed essere  dichiarate esenti da infestazione. Dal 2021 i controlli a campione saranno eseguiti anche retroattivamente sui pacchetti di sementi immagazzinati. Questa misura non si applica per le varietà di Capsicum spp. notoriamente resistenti al virus. 


Per l’importazione da Paesi non membri dell'UE di piante e parti di esse destinate alla piantagione (incl. sementi) di pomodori e peperoni è necessario un certificato fitosanitario recante la dichiarazione supplementare sull’assenza di contaminazione nel luogo di origine. Inoltre, tutti gli invii contenenti vegetali e sementi sono sottoposti a controlli ufficiali al punto di entrata nello spazio fitosanitario comune europeo o nel luogo di destinazione.

 

Maggiori informazioni

Ultima modifica 09.09.2021

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