Organizzazione mondiale del commercio (OMC)
L'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) disciplina il commercio transfrontaliero e costituisce il quadro giuridico del sistema commerciale multilaterale. Come base per l'alimentazione della popolazione, l’agricoltura occupa una posizione particolare nel commercio mondiale. Alla luce di questo suo importante ruolo, è stato concluso un accordo specifico: l’Accordo dell'OMC sull'agricoltura.

Funzionamento dell’OMC
Il disciplinamento del commercio come obiettivo
L'obiettivo superiore dell'OMC è disciplinare e sorvegliare le relazioni commerciali transfrontaliere tra i suoi Paesi membri e mediare nelle controversie commerciali. Questa organizzazione internazionale con sede a Ginevra è stata istituita nel 1995 al termine di sette anni di negoziati nell'ambito del cosiddetto Uruguay Round. È il quadro istituzionale per l'Accordo generale sulle tariffe doganali e il commercio (GATT) esistente dal 1948. Oltre al GATT, nell'OMC sono stati integrati accordi concernenti altri aspetti del commercio internazionale, tra cui l’Accordo sull’agricoltura. Attualmente l’organizzazione è composta da 166 Stati membri responsabili del 98 per cento circa del commercio mondiale.
Caratteristiche principali dell’OMC
L’OMC offre ai suoi membri una piattaforma per discutere le rispettive richieste nel settore del commercio, per confrontarsi e per perfezionare congiuntamente la normativa multilaterale. L’obiettivo è evitare controversie commerciali puntando sulla trasparenza e sul dialogo. Sostanzialmente l’OMC:
- crea e mantiene un sistema di norme per il commercio internazionale finalizzato a migliorare la trasparenza e la prevedibilità;
- abbatte gli ostacoli al commercio;
- appronta un meccanismo per la risoluzione delle controversie di carattere commerciale.
Diversi comitati per vari temi
Nell’OMC coesistono diversi comitati e gruppi di lavoro incaricati di discutere varie tematiche della normativa OMC. L’attuazione dell’Accordo sull’agricoltura è di competenza del Comitato per l'agricoltura, all’interno del quale i Paesi membri devono, per esempio, esporre le loro misure di politica agricola. Tuttavia, anche altri comitati possono confrontarsi con aspetti rilevanti per l’agricoltura, come per esempio le indicazioni geografiche o le misure concernenti la salute dei vegetali e degli animali.
Una conferenza ministeriale ogni due anni
Per negoziare in vista dell'ulteriore sviluppo delle norme esistenti, gli Stati membri si riuniscono in cicli di negoziati sulla base di un mandato definito dai ministri. Ogni due anni si tiene una conferenza ministeriale. In quanto organo decisionale superiore, il suo obiettivo è quello di adottare nuove norme per il commercio mondiale. Gli Stati membri hanno inoltre la possibilità di avviare una procedura per la composizione delle controversie se ritengono che un accordo sia stato violato da un altro Stato.
L’accordo dell’OMC sull’agricoltura
Un accordo sull’agricoltura
Negli anni tra l'entrata in vigore del GATT, nel 1948, e l'istituzione dell'OMC, nel 1995, non esistevano norme univoche per il commercio internazionale di prodotti agricoli. Gli interventi sul mercato da parte degli Stati industrializzati erano massicci e ciò aveva comportato una sovrapproduzione di determinati prodotti agricoli. Questi venivano poi venduti sui mercati mondiali a prezzi sovvenzionati, distorcendo il commercio internazionale. In tale contesto, divenne sempre più impellente negoziare un accordo con norme vincolanti sul sostegno dell'agricoltura da parte degli Stati membri. I negoziati portarono alla conclusione dell'Accordo dell’OMC sull'agricoltura, che è parte integrante della normativa OMC/GATT.
L'obiettivo dell'Accordo dell'OMC sull'agricoltura è riformare il commercio agricolo per creare condizioni di mercato più competitive e norme commerciali eque. È costituito da norme generali che valgono per tutti gli Stati membri dell'OMC e prevede una progressiva notevole riduzione del sostegno agricolo e della protezione doganale.
I tre pilastri dell’Accordo sull’agricoltura
L'Accordo sull’agricoltura si basa su tre pilastri: sostegno interno, accesso al mercato e competitività all'esportazione.
L’elenco di impegni definisce le norme
Durante i negoziati per l’istituzione dell'OMC, i Paesi membri, compresa la Svizzera, si erano impegnati a rispettare obblighi specifici nell’ambito del sostegno interno, dell'accesso al mercato e della competitività all'esportazione. Questi impegni sono stabiliti nei cosiddetti elenchi di impegni. Essi definiscono, ad esempio, il dazio massimo che uno Stato membro può applicare a un determinato prodotto agricolo.
Il Comitato per l’agricoltura vigila sull'attuazione dell’Accordo sull’agricoltura
La vigilanza sull'attuazione dall'Accordo sull’agricoltura è di competenza del Comitato per l’agricoltura. In seno a questo organismo, gli Stati membri possono porsi vicendevolmente domande riguardo all’adempimento dell'Accordo sull’agricoltura. Le notifiche che gli Stati membri sono tenuti a presentare regolarmente all’OMC fungono da base per la verifica dell’adempimento degli impegni presi. Tali notifiche contengono tutte le misure applicate nell’ambito dei tre pilastri. La Svizzera, ad esempio, deve notificare ogni anno l’importo delle misure di sostegno interne.
I negoziati agricoli OMC
Negoziati per una riforma agricola
Nel 1995 l'Uruguay Round si era concluso con l’istituzione dell’OMC e la stipula di accordi supplementari, come l’Accordo sull’agricoltura. Ciò non aveva tuttavia rappresentato la fine delle riforme del commercio agrario. Gli Stati membri avevano infatti convenuto di adoperarsi per un nuovo ciclo di negoziati al termine della fase transitoria onde sviluppare ulteriormente tale accordo. L'ultimo ciclo di negoziati è stato avviato a Doha nel novembre 2001 (ciclo di Doha), ma non è stato ancora concluso a causa delle divergenti vedute degli Stati membri.
Poche fasi di riforma, ma comunque alcune decisioni
I negoziati agricoli proseguono nell’ambito delle cosiddette riunioni straordinarie del Comitato per l’agricoltura. L'obiettivo è quello di elaborare proposte negoziali che possano poi essere finalizzate in una conferenza ministeriale. Negli ultimi anni nei negoziati agricoli non sono stati compiuti importanti passi nell’ottica di una riforma. Tuttavia, in occasione delle scorse conferenze ministeriali sono state adottate alcune decisioni importanti.
- 9a Conferenza ministeriale del 2013 a Bali: i ministri hanno adottato una decisione che garantisce maggiore trasparenza nella gestione dei contingenti doganali e prevede un meccanismo per i contingenti sistematicamente non esauriti;
- 10a Conferenza ministeriale del 2015 a Nairobi: gli Stati membri hanno deciso di abolire le sovvenzioni all’esportazione;
- 12a Conferenza ministeriale del 2022 a Ginevra: gli Stati membri hanno deciso di non imporre alcun divieto o restrizione alle esportazioni per le forniture al Programma alimentare mondiale.
La prossima conferenza ministeriale sarà nel 2026
La 13a e finora ultima Conferenza ministeriale si è svolta nel 2024 ad Abu Dhabi. A causa delle divergenze esistenti, non è stato possibile approvare ulteriori decisioni. La prossima conferenza ministeriale si terrà in Camerun, probabilmente nel 2026.
La Svizzera si impegna per l’equilibrio
Essendo un Paese piccolo, la Svizzera ha tutto l’interesse che venga mantenuta la normativa multilaterale dell'OMC. Ciononostante è importante che i negoziati proseguano in maniera equilibrata e che singoli ambiti tematici non prendano il sopravvento. Pertanto il nostro Paese si impegna affinché i suoi interessi restino parte integrante dei negoziati. Ciò include norme più severe negli ambiti della competitività e delle restrizioni all'esportazione.
La Svizzera come coordinatrice di gruppo
La Svizzera coordina il gruppo negoziale del G10, costituito da importatori agricoli netti e comprendente, oltre la Svizzera, l’Islanda, Israele, il Giappone, il Lichtenstein, le Mauritius, la Norvegia, la Corea del Sud e Taiwan. I membri del G10 condividono alcuni aspetti sensibili per quanto riguarda il sostegno interno e l'accesso al mercato. Nei negoziati propugnano l’inclusione di aspetti non commerciali nell'agricoltura, tra cui, ad esempio, le questioni relative alla sostenibilità.
Trade Policy Reviews per garantire la trasparenza
L’intera politica commerciale al vaglio
Oltre alle notifiche, la procedura Trade-Policy-Review (TPR) per la verifica periodica delle politiche commerciali di tutti i membri dell’OMC è lo strumento principale per garantire la trasparenza. I rapporti della Segreteria dell'OMC e del Paese in questione fungono da fonte d'informazioni e base di discussione. I membri interessati possono avvalersene per porre domande specifiche alle quali si deve fornire una risposta scritta. La procedura TPR si conclude con un’audizione in seno all’OMC durante la quale tutti gli Stati membri dell’OMC interessati possono esprimersi ancora una volta. Anche il Paese la cui politica commerciale è oggetto di verifica ha l’opportunità di esprimersi su tutti i punti sollevati.
La Svizzera si mostra attiva nella procedura TPR
La Svizzera si impegna fortemente nella procedura TPR degli altri Paesi. I rapporti offrono una buona panoramica sugli sviluppi delle politiche commerciali degli altri Stati membri. Ponendo delle domande, la Svizzera ha altresì la possibilità di acquisire maggiori informazioni su un tema o su tendenze che potrebbero interessarle.
L’ultima verifica della politica commerciale svizzera si è svolta nel 2022
La verifica della politica commerciale svizzera si svolge congiuntamente a quella del Liechtenstein (l’ultima risale al 2022). Per il settore agricolo la Svizzera ha dovuto esprimersi, tra le altre cose, sulle sue sovvenzioni, sul suo livello dei dazi e sui suoi contingenti doganali. In sostanza, però, la Svizzera è considerata un partner affidabile ed è apprezzata per il suo costante sostegno al sistema multilaterale.
Informazioni complimentari
Indice
Altri temi

Importazione
Per l’importazione di prodotti agricoli possono servire un permesso e l’adempimento di disposizioni doganali. La voce di tariffa indica l’autorità competente e l’eventuale contingente d’importazione.

Esportazione
Per l'esportazione di prodotti agricoli vanno adempiute le disposizioni doganali e le esigenze qualitative del Paese di destinazione.
